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SAZERAC
Immergiti nella storia e nel gusto del Sazerac, il cocktail leggendario di New Orleans. Scopri la ricetta originale, le varianti, le curiosità e i segreti per prepararlo al meglio!
COCKTAILS
5/8/20257 min leggere


Introduzione-Cos'è il Sazerac
Il Sazerac è un cocktail short, forte e aromatico, considerato da molti il primo cocktail “ufficiale” della storia americana. Nasce a New Orleans nell’Ottocento e combina il carattere del cognac o rye whiskey, la dolcezza speziata dello zucchero, l’intensità dei Peychaud’s bitters e il tocco erbaceo dell’assenzio.
È un drink diretto, senza ghiaccio nel bicchiere di servizio, pensato per chi ama i cocktail secchi, complessi e con una forte componente storica.
Storia del Sazerac
Le origini a New Orleans
Il Sazerac nasce a New Orleans, città simbolo della cultura del bere americana. Secondo la tradizione, viene associato a Antoine Amédée Peychaud, farmacista creolo che nel XIX secolo creò i famosi Peychaud’s Bitters. Il nome deriva dal cognac Sazerac-de-Forge et Fils, inizialmente usato come base alcolica.
In origine, infatti, il Sazerac era un cognac cocktail: cognac, zucchero, Peychaud’s bitters e un risciacquo di assenzio.
Dal cognac al rye whiskey
A causa della fillossera (la malattia della vite che devastò i vigneti europei a fine Ottocento), il cognac divenne raro e costoso. Nei bar di New Orleans si iniziò quindi a sostituirlo con il rye whiskey (whiskey di segale), più facilmente reperibile negli Stati Uniti.
Da qui nasce la versione che oggi consideriamo “classica”:
base rye whiskey
zucchero
Peychaud’s bitters
assenzio per il risciacquo del bicchiere.
Il Sazerac come simbolo
Nel tempo, il Sazerac è diventato un simbolo di New Orleans che ne diventa un classico in stile ''New Orleans'' dal carattere forte, speziato e aromatico, un punto di riferimento per chi studia la storia della mixology moderna.
Per un aspirante bartender, conoscere il Sazerac significa capire:
l’evoluzione dei cocktail dall’Ottocento a oggi
il ruolo degli amari/bitters
l’importanza delle tecniche (stir & strain, risciacquo del bicchiere, controllo della diluizione).
Ricetta originale del Sazerac (versione rye whiskey)
Ingredienti
60 ml rye whiskey (buona qualità)
1 zolletta di zucchero bianco (oppure 5 ml di sciroppo di zucchero)
2–3 dash di Peychaud’s Bitters
5–10 ml di assenzio (per risciacquare il bicchiere)
Ghiaccio in cubi (per il mixing glass)
Scorza di limone (garnish)
Strumenti
Mixing glass
Bar spoon
Jigger
Strainer
Old fashioned glass (tumbler basso)


Preparazione passo-passo (recipeInstructions)
Raffredda il bicchiere di servizio
Riempi l’old fashioned glass con ghiaccio e lascialo raffreddare mentre prepari il cocktail.
Prepara la base nel mixing glass
Metti nel mixing glass:
la zolletta di zucchero
2–3 dash di Peychaud’s Bitters.
Schiaccia la zolletta con il bar spoon (o muddler) fino a scioglierla.
Se usi lo sciroppo di zucchero, aggiungilo direttamente insieme ai bitters.
Aggiungi il rye whiskey e il ghiaccio
Versa 60 ml di rye whiskey nel mixing glass.
Aggiungi ghiaccio in cubi fino a riempire il mixing glass.
Mescola (stir) per raffreddare e diluire
Mescola con il bar spoon per circa 20–30 secondi.
L’obiettivo è:
raffreddare bene il mix
ottenere la giusta diluizione senza annacquare troppo.
Prepara il bicchiere con l’assenzio
Svuota il ghiaccio dall’old fashioned glass.
Versa una piccola quantità di assenzio (5–10 ml).
Ruota il bicchiere per ricoprire uniformemente l’interno con l’assenzio.
Elimina l’eccesso (puoi buttarlo o tenerlo per un altro uso, a seconda della policy del locale).
Filtra il cocktail nel bicchiere risciacquato
Usa lo strainer per filtrare il contenuto del mixing glass nell’old fashioned glass.
Il cocktail viene servito senza ghiaccio nel bicchiere di servizio.
Garnish
Spremi delicatamente gli oli essenziali di una scorza di limone sopra il drink.
Puoi:
passare la scorza sul bordo del bicchiere
decidere se lasciarla dentro o rimuoverla, a seconda dello stile del locale.
Varianti famose del Sazerac
1. Sazerac al cognac (versione storica)
Ritorna alle origini usando il cognac al posto del rye whiskey.
60 ml cognac
1 zolletta di zucchero
2–3 dash Peychaud’s Bitters
risciacquo di assenzio
scorza di limone.
Profilo: più morbido e rotondo, meno speziato rispetto alla variante con il rye whisky, con note fruttate e floreali tipiche del cognac.
2. Sazerac “split base” (cognac + rye)
Versione moderna che unisce le due anime del cocktail:
30 ml rye whiskey
30 ml cognac
1 zolletta di zucchero
2–3 dash Peychaud’s Bitters
risciacquo di assenzio
scorza di limone.
Profilo: maggiore complessità con un adeguato equilibrio tra speziato e morbido/fruttato.
3. Varianti con altri bitter
Purista o no, alcuni bartender sperimentano, sostituendo in parte il Peychaud’s con Angostura Bitters oppure altri tipi di bitter anche in modo home-made per sperimentare e donare una nota personale ad un drink storico.
Il risultato utilizzando l'Angostura Bitter è una maggiore profondità amaricante e un profilo aromatico più scuro e speziato.
Consigli da bartender per un Sazerac perfetto
Controllo della diluizione
Il Sazerac è un cocktail short e alcolico:se mescoli troppo poco → drink troppo “duro”
se mescoli troppo → annacqui il carattere del rye.
Trova il tuo equilibrio (in genere 20–30 secondi di stir).
Qualità del rye whiskey
Usa un rye con buona struttura e spezia, non un prodotto anonimo.
La base alcolica è protagonista assoluta, non viene coperta da succhi o soda.
Assenzio: poco ma decisivo
Il risciacquo deve essere percepibile al naso, non invadere tutto.
Se l’assenzio domina completamente, hai esagerato.
Zucchero: zolletta vs sciroppo
La zolletta è più “storica” e scenografica, ma richiede più attenzione per scioglierla.
Lo sciroppo di zucchero garantisce costanza e velocità di servizio.
Servizio senza ghiaccio
Il Sazerac si serve neat (senza ghiaccio) nel bicchiere di servizio.
Per questo è fondamentale partire da un bicchiere ben raffreddato e da una buona tecnica di stir.
Errori comuni da evitare
Usare un whiskey generico al posto del rye senza sapere cosa stai facendo.
Esagerare con l’assenzio, trasformando il drink in un “assenzio cocktail”.
Non sciogliere bene lo zucchero, lasciando granelli sul fondo.
Servire il Sazerac in un bicchiere caldo o a temperatura ambiente.
Dimenticare il ruolo dei Peychaud’s Bitters: sono parte dell’identità del drink, non un dettaglio.
Cosa abbinare al Sazerac
Il Sazerac è un cocktail intenso, secco e speziato, con note erbacee e anice dall’assenzio e un profilo caldo dal rye. Non è un aperitivo leggero: è più vicino a un digestivo da meditazione o a un after dinner importante.
Pairing gastronomico
Cioccolato fondente e spezie
Tavolette di cioccolato fondente 70–80%
Praline con note di cannella, pepe, peperoncino
L’amaro del cioccolato e le spezie si intrecciano bene con il rye e i bitters.
Formaggi stagionati
Formaggi a pasta dura e lunga stagionatura (es. Parmigiano Reggiano 30+ mesi, pecorini stagionati)
Eventuale accompagnamento con miele o confetture scure (fichi, prugne).
Il grasso del formaggio ammorbidisce la percezione alcolica, mentre le note sapide esaltano l’aromaticità del cocktail.
Dolci secchi e frutta secca
Biscotti secchi alle mandorle o nocciole
Mix di frutta secca tostata (noci, nocciole, mandorle).
La tostatura richiama le note legnose e speziate del rye.
Sigaro (in contesti adeguati)
In contesti lounge o cigar bar, il Sazerac è un classico pairing da sigaro di media forza, grazie al suo profilo secco e aromatico.
Pairing “di momento”
After dinner importante:
Ideale a fine pasto, soprattutto dopo cene ricche di carne o piatti strutturati.Cocktail da meditazione:
Perfetto come drink “da poltrona”, da sorseggiare lentamente, magari accompagnato da musica jazz o ambient, in linea con le origini di New Orleans.
Per un bartender, saper proporre il pairing giusto con il Sazerac significa alzare il livello dell'esperienza e differenziarsi da un semplice ''servizio drink''
Conclusione
Il Sazerac non è solo un cocktail: è un pezzo di storia della mixology.
Ti obbliga a lavorare su:
precisione tecnica (stir, diluizione, temperatura)
gestione degli aromi (assenzio, bitters, scorza di limone)
storytelling (New Orleans, Peychaud, cognac vs rye).
Per un aspirante bartender o per chi vuole costruire una solida base di cocktail classici, il Sazerac è un banco di prova per la tecnica perchè si tratta un cocktail padre della mixology moderna la cui conoscenza della ricetta corretta non è banale, inoltre conoscere delle caratteristiche storiche del cocktail è un biglietto da visita culturale con il cliente, un ottimo punto di partenza per parlare di pairing, storia e stili di servizio.
Inserirlo nel tuo repertorio – e raccontarlo bene, come questo articolo – significa fare un passo in più verso una mixology consapevole, non solo fatta di ricette, ma di contesto, cultura e identità del drink.


Contenuto:
Introduzione
Storia del Sazerac
Ricetta originale del Sazerac
Varianti famose del Sazerac
Consigli da bartender per un Sazerac perfetto
Cosa abbinare al Sazerac
Conclusione
FAQ sul cocktail Sazerac
1. Che tipo di alcol si usa nel Sazerac?
Storicamente il Sazerac nasce con il cognac, ma la versione oggi più diffusa utilizza il rye whiskey come base. Molti bartender moderni amano la versione split base (cognac + rye) per unire le due tradizioni.
2. Il Sazerac si serve con ghiaccio?
No, il Sazerac si serve senza ghiaccio nel bicchiere di servizio (old fashioned glass). Il ghiaccio viene usato solo nel mixing glass per raffreddare e diluire il cocktail prima del servizio.
3. Posso fare un Sazerac senza assenzio?
Tecnicamente sì, puoi usare altri distillati/aniciati (es. pastis, altri liquori all’anice), ma perdi una parte dell’identità storica del drink. L’assenzio, anche solo come risciacquo, è uno degli elementi chiave del Sazerac.
4. Posso sostituire i Peychaud’s Bitters con l’Angostura?
L’Angostura Bitters può essere usata in aggiunta, ma i Peychaud’s Bitters sono parte integrante della ricetta tradizionale. Sostituirli completamente cambia il profilo aromatico e ti allontana dalla versione classica.
5. Il Sazerac è adatto ai principianti?
Come gusto, il Sazerac è un cocktail molto alcolico e secco, non sempre adatto a chi è alle prime esperienze con i drink.
Come esercizio di tecnica per un aspirante bartender, invece, è fondamentale: ti insegna controllo della diluizione, uso dei bitters, gestione dell’assenzio e cura del servizio.
6. È un cocktail da aperitivo o da dopo cena?
Il Sazerac è tendenzialmente un after dinner o un cocktail “da meditazione”. Può essere servito anche come pre-dinner in contesti molto “forti” dal punto di vista alcolico, ma la sua natura lo rende più adatto alla chiusura della serata.
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